Cecco Angiolieri: Tre cose solamente

Tre cose solamente è una poesia di Cecco Angiolieri, uno degli scrittori e poeti toscani (per l’esattezza senesi) più noti del tredicesimo secolo e spesso contrapposto a Dante Alighieri (di cui è contemporaneo). Se quest’ultimo, infatti, appartiene allo stilnovo, Cecco Angiolieri è un esponente della poesia giocosa toscana tipica di quel secolo. Tre cose solamente è uno dei suoi sonetti più conosciuti. Scopriamolo un po’ più da vicino.

Tre cose solamente m’enno in grado concezione della vita

Tre cose solamente m’enno in grado è un sonetto in cui Angiolieri elenca quelle che sono le tre cose, per l’appunto, che nella sua vita sono in grado di renderlo felice. Si tratta dell’amore (quindi delle donne), del bere (delle bettole) e del gioco d’azzardo. Cecco Angiolieri esprime una concezione della vita molto particolare con un’ostentazione quasi cinica del suo essere indifferente a qualsiasi valore umano e sociale. Una visione prettamente materialistica, per la quale l’unico rimorso è quello di non poter arrivare a vedere soddisfatti i propri desideri.

A essere evidente, in questo brano, è il forte odio che il poeta nutriva verso il padre. Un padre che descrive come particolarmente tirchio e al quale, per la sua eccessiva autorità e per il suo modo di essere, augura addirittura la morte. Il tutto, naturalmente, in quello stile unico che contraddistingueva la comicità di quel tempo. Per rafforzare questi concetti, il poeta si serve di diverse figure di tipo retorico come le iperboli (nel momento in cui parla dell’avarizia del padre).

Tre cose solamente m’enno in grado costruzione consecutiva, con rime che ben si fanno comprendere nonostante i termini utilizzati appartengano più che altro al dialetto senese. Per quanto riguarda Tre cose solamente nota metrica, il sonetto è scritto con rime alternate sia nelle quartine che nelle terzine. Tre cose solamente m’enno in grado schema metrico si può riassumere come ABAB ABAB CDC DCD. Basta leggerne il testo che vi proponiamo poco sotto per rendersi conto della collocazione delle rime alternate.

Cecco Angiolieri poesie e parafrasi di Tre cose solamente

Cecco Angiolieri ha composto qualcosa come un centinaio di poesie. Buona parte di queste sono proprio come Tre cose solamente, di stampo goliardico e giocoso (ad esempio “Se i’avess’ un sacco di fiorini”). In diverse opere l’autore inveisce contro il padre (a cui si ribella profondamente). Un’altra delle sue opere più note, dal titolo S’i’ fosse foco, appartiene al genere di opere ispirate e dedicate agli ambienti delle taverne, del gioco, dei soldi con una condanna sempre aspra e sentita della povertà e della miseria.

Tre cose solamente m’enno in grado è indubbiamente l’opera più nota, divenuta con il tempo quasi il manifesto della poesia comica e realistica del 1200. Eccone di seguito il testo:

Tre cose solamente m’enno in grado,

le quali posso non ben ben fornire,

cioè la donna, la taverna e’l dado:

queste mi fanno il cor lieto sentire.

Ma sì mme le convene usar di rado,

chè la mia borda mi mett’al mentire;

e quando mi sovien, tutto mi sbrado,

ch’i’ perdo per moneta’l mie desire.

E dico: “Dato li sia d’una lancia!”,

ciò a mi’ padre, che mmi tien sì magro,

che tornare’ senza logro di Francia.

Ché fora a torli un dinar più agro,

la man di Pasqua che ssi dà la mancia,

che far pigliar la gru ad un bozzagro.

Ecco la parafrasi:

Solo tre cose mi sono di gradimento,

delle quali non posso godere a dismisura,

cioè il sesso, l’ubriacarsi e il gioco d’azzardo:

queste cose mi rallegrano il cuore.

Ma mi conviene essere parco con ciò,

perché le mie scarse finanze mi costringono a mentire;

e quando sta cosa mi viene in mente, mi rode tutto

perché rinuncio ai miei desideri per i soldi.

E dico: “Sia trafitto da una lancia!”,

e questo lo dico a mio padre, che mi tiene tanto magro

che potrei tornare a piedi dalla Francia senza logoramento ulteriore.

Poiché è più difficile ottenere da lui un denaro,

il giorno di Pasqua, quando si fanno donazioni,

che far catturare una gru ad una poiana.

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