Chi è Robert Rauschenberg e cosa ha fatto?

Hai Mai sentito parlare di Robert Rauschenberg?

In realtà il vero nome è Milton Ernest Rauschenberg, conosciuto più comunemente come Robert, è stato un fotografo, ma soprattutto pittore statunitense esponente del neodadaismo (New-Dada americano) e della pop art degli anni 50 e 60.

Biografia:

Robert nasce nel 1925 a Port Arthur (Texas) da genitori americani ma con discendenza tedesca. Rauschenberg, iniziò a studiare Farmacia all’università del Texas, in seguito venne chiamato al servizio militare della marina statunitense dove lavorò come tecnico all’ospedale psichiatrico, fino al suo congedo nel 1945.

Prima in Kansas e in seguito in Francia si avvicinò all’arte, studiando presso l’Acadèmie Julian a Parigi. Insieme alla pittrice Susan Weil, futura moglie dell’artista, frequentò  il Black Mountain College nel North Carolina. Inoltre Robert ebbe com l’istruttore di pittura Josef Albers, uno dei fondatori della Bauhaus.

Morì di arresto cardiaco nel 2008 dopo la decisione personale di staccare il respiratore.

Stile ed influenze artistiche di Robert Rauschenberg:

Rauschenberg rispose alle rigide discipline che non permettevano nessuna sperimentazioniartistiche del suo insegnante Josef Albers con una vena totalmente diversa. Egli stesso affermò: Quello che ho imparato dalle lezioni di Albers è fare l’esatto opposto di quello che ha detto.

Fin dall’inizio Robert sperimentò diverse tecniche, con differenti supporti e inoltre le opere hanno sempre un valore che supera l’aspetto contemplativo, diventando parte attiva e viva con lo spazio e lo spettatore. Sulla base di questa era l’affermazione: spettatore e artista sono uguali. Quest’ultimo doveva partecipare attivamente all’evento creativo.

Le opere “Combines”:

Rauschenberg è particolarmente famoso per i Combine-paintings (Combines)ovvero opere in cui combina tra loro oggetti reali e, talvolta, vi interviene a livello pittorico. Gli elementi impiegati vanno da oggetti di uso quotidiano a semplici frammenti, raccolti nelle case di amici, per le strade o nelle discariche (scatole di cartone, tessuti, pezzi di legno, specchi etc).

L’artista americano, riprendendo elementi e analogie del Dadaismo, fece parte del movimento che prende il nome di Neo-Dada appunto, corrente di reazione al carattere estremamente soggettivo dell’Espressionismo astratto, inserendo o riproducendo elementi reali della quotidianità nelle opere.

Il Neo-Dada anticipa in un certo senso la Pop Art.

Robert Rauschenberg  e l’Opera “Bed”: tra idea e critiche

Le Combines iniziali furono Charlene e Collection del 1954 in cui Robert combinò diverse tecniche di collage utilizzando oggetti come lampadine, fumetti, specchi ed altro. Ma una delle opere più famose del genere Combines fu, del 1955, Bed. L’opera venne realizzata pennellando con della pittura rossa su un letto appeso alla parete. Esso venne dipinto esattamente come fosse una tela. In seguito venne disteso e mostrato come fosse un’opera d’arte.  Rauschenberg  voleva trasportare la dimensione intima dell’artista allo spettatore, essendo il letto un luogo in cui si ha maggiore intimità da soli o con altri. Alcuni critici però considerarono tale opera un simbolo della violenza femminile e dello stupro.

Robert Rauschenberg e i “White paintings

Una delle prime opere di Rauschenberg furono, nel 1951, i White paintings, opere il cui scopo era ridurre il dipinto alla sua essenza più primitiva e indurlo alla possibilità di essere vissuto come mera esperienza. Esposti a New York nel 1953, i White paintings erano opere “non pienamente realizzate” che diventavano tali solo con il necessario intervento attivo dello spettatore. Erano pannelli di tela bianchi che racchiudevano diverse possibilità di espressione ogni volta che qualcuno o qualcosa vi passava davanti.

Robert realizzò nello stesso anno (1951) anche i Black paintings, sempre pannelli monocromatici ma di colore nero e la tela diversa nella consistenza. Essi infatti erano realizzati con l’aggiunta di fogli di giornale. Come anche i Red paintings, con la stessa filosofia di base ma con alcuni materiali aggiuntivi e il colore rosso di base della tela.

L’Inferno di Dante secondo Robert Rauschenberg:

Un’altro contributo dell’artista statunitense fu una rappresentazione sociale dell’epoca dell’inferno dantesco attraverso la tecnica del disegno di riporto (o transfer drawing), ossia combinando immagini di riviste patinate con la pittura ad acquarelli. La realizzazione avvenne con immagini della vita politica e sociale contemporanea dell’America del del secondo dopoguerra.

L’interpretazione di Rauschenberg è ricca di riferimenti ai personaggi politici del suo tempo e di rimandi alla società americana, il che la rende un’opera innovativa, ermetica e certamente di non facile lettura, la quale si distacca sia dalle illustrazioni dantesche di Botticelli e dai disegni di Gustave Doré (probabilmente la versione visiva più conosciuta nell’immaginario collettivo), sia del surrealista Salvador Dalì.

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