Frida Kahlo: genio ed eccentricità

Frida Kahlo, una delle pittrici latinoamericane più note del Ventesimo secolo, è una vera e propria icona della vita artistica della prima età del 1900. Proprio alla sua vita così travagliata seppur così breve (morì a 47 anni), si sono dimostrati particolarmente interessati i principali esperti di pittura. Interessante notare come osservando alcune delle sue opere sia possibile ricostruire il suo percorso di vita. Sono 5, in particolare, le opere (realizzate tra il 1939 e il 1949) che la raccontano in alcuni di quelli che sono i dettagli più più importanti della sua esistenza. Eccole, ordinate cronologicamente.

Frida Kahlo, Le due Frida (1939) (Museo de Arte Moderno, Città del Messico)

“Fida Kahlo è pura e pericolosa, una bomba con i nastrini” sosteneva lo storico d’arte André Breton. Ed è proprio su questo “sdoppiamento” della Kahlo che nasce questo dipinto. Da un lato vi troviamo una donna vestita di bianco (simbolo, quindi, di purezza). Dall’altro lato una donna con un vestito da rivoluzionaria, tipico del Messico di quegli anni. Da una parte, quindi, una Frida Kahlo ribelle, dall’altro la versione di sé più casta e pura. Nel quadro vediamo la donna con un paio di forbici in mano. L’intento, forse, è quello di tagliare il legame tra queste due parti di ella stessa. Ma cosa succederebbe ad una parte di Frida se l’altra venisse a mancare? Sembra chiedersi questo la pittrice nel non portare a termine il suo “programma”.

Frida Kahlo, Autoritratto con collana di spine e colibrì (1940) (Harry Ransom Center, Austin, Texas

Autoritratto di Frida Kahlo in cui vediamo, nuovamente, contrapporsi due entità distinte ma sempre unite: la vita e la morte. Stavolta il dualismo si esprime in verticale con la parte alta del dipinto che appare viva (con un bel cielo, delle farfalle). In basso, invece, la parte più cupa: al collo della pittrice una collana di spine che la fa sanguinare. Appeso ad essa, come un “macabro” ciondolo, un uccello morto. Altri due animali sulle spalle di Frida Kahlo. Se uno, però, sembra “allegro”, l’altro, quasi terrorizzato, pare pronto a spiccare il volo o difendersi attaccando. Quattro sezioni, dunque: che corrispondano ai vari stati d’animo della pittrice?

Frida Kahlo, Autoritratto con i capelli tagliati (1940) (Museum of Modern Art of New York)

Una stanza vuota, una sedia in legno: questo è lo sfondo di questo autoritratto di Frida Kahlo in cui la si vede, vestita da uomo, con le forbici in mano e i lunghi capelli ormai tagliati e caduti a terra. Il messaggio che la pittrice vuol lanciare con questo dipinto sembra più che mai attuale: le differenze che esistono, e sono sempre esistite per la società, tra gli uomini e le donne. E Frida ne aveva un esempio proprio nella sua vita: il suo compagno, Diego Rivera, ormai pittore affermato, e lei che, ancora, non era conosciuta quasi da nessuno e che, forse, si sarebbe introdotta con difficoltà nel mondo artistica dell’epoca, dominato sempre e comunque dalle figure maschili.

Frida Kahlo, La colonna rotta (1944) Museo Dolores Olmedo, Xochimilco, Mexico

“La colonna rotta” è un autoritratto in cui Frida Kahlo pare porre l’accento su uno degli eventi che hanno contraddistinto la sua giovinezza. A 18 anni, in particolare, un incidente l’aveva costretta a letto per lungo tempo. Tutta la famiglia, in quei momenti, le era stata vicina, fatta eccezione per il compagno, Alejandro. Invece di raffigurare una colonna vertebrale, però, la pittrice raffigura una colonna dorica, simbolo del mondo classico. Agli sguardi orgogliosi che hanno sempre contraddistinto le sue opere, però, si contrappone uno sguardo di dolore, sentimento cui sembra voler dare risalto in quest’opera: la donna, infatti, piange.

Frida Kahlo, L’Amoroso abbraccio dell’universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xòlot (1949)

Questo dipinto, noto semplicemente come l’Amoroso abbraccio dell’Universo esprime quello che è uno dei dolori più grandi di Frida Kahlo: quello di non aver mai potuto partorire. La donna, infatti, dopo diversi aborti non è mai riuscita a diventare madre. Dividendo il dipinto a metà, difatti, la donna si ritrova nella porzione più buia che simboleggia, naturalmente, la morte. Dall’altro lato un seno da cui fuoriesce il latte, simbolo della maternità per eccellenza. Tra le braccia di Frida, Diego Rivera a cui viene data la possibilità di ammirare la bellezza della vita. La presenza della Dea Madre, sullo sfondo del dipinto, insieme ad altre donne che si abbracciano tra loro trasmette il chiaro messaggio di un universo generato solo ed esclusivamente dalle donne.

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